Dove tutto ha avuto inizio:
radici, tempo, visione.

Tomisa nasce nel 1997, da una scelta semplice: prenderci cura dei terreni che circondavano la nostra casa a Castel De’ Britti.

Tutto nasce dal sogno di Giuseppe che, seguendo l’esempio del nonno, ha sempre desiderato produrre vino. Quando si presenta l’occasione, decide di mettersi in gioco insieme alla moglie Donatella: alla fine degli anni Novanta iniziano a prendersi cura dei vigneti che circondano la loro casa a Castel De’ Britti, sulle prime colline a sud-est di Bologna. Per oltre dieci anni coltivano l’uva con pazienza e dedizione, coltivando anche un’idea: vedere un giorno il proprio nome sulle bottiglie. Intorno alla cantina si estendono 65 ettari di terra, di cui 16 a vigneto, protetti da boschi e calanchi, nel cuore del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi. Qui la scelta del biologico nasce spontanea, come gesto di rispetto verso un territorio fragile e prezioso. Dal 2003 l’azienda è certificata biologica. Nel 2008 arrivano le prime bottiglie firmate Tomisa, vini dei Colli Bolognesi da Grechetto Gentile, Chardonnay, Barbera, Merlot e Cabernet Sauvignon. Nel 2012 le vinacce diventano una linea cosmetica naturale, segno di una visione attenta e circolare. Il sogno si completa nel 2021 con l’inaugurazione della cantina, seguita nel 2025 dalla sala degustazione. Oggi Tomisa è ancora una storia di famiglia, condivisa anche dai figli, Isotta, Tommaso e Giulio, che affiancano Giuseppe e Donatella nel lavoro quotidiano e nel futuro dell’azienda.

1997

L’inizio della lavorazione dei terreni

2003

I nostri vigneti diventano completamente Biologici

2008

Prima annata imbottigliata con etichetta Tomisa

2012

La nostra prima linea di cosmetici

2021

Nuova cantina, nuova immagine

2021

Adesione alla Slow Wine Coalition

2022

Adesione alla FIVI

2025

Inizio del progetto di enoturismo

Fuori dalla nostra finestra:
tra calanchi e vigneti.

Il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa abbraccia i comuni di San Lazzaro di Savena, Ozzano dell’Emilia Pianoro e Bologna per un totale di circa cinquemila ettari. Protegge gli affioramenti di gesso e i calanchi che circondano e caratterizzano i nostri vigneti, creando, da quasi 40 anni, una vera oasi di biodiversità. I calanchi, così ricchi di argilla, definiscono non solo il territorio, ma naturalmente anche i vini che vi nascono, rendendoli unici e strutturati. Tanti sentieri percorrono i nostri vigneti e le nostre terre, rendendo il parco e l’azienda un’ottima meta per chi ha voglia di passare un momento immersi nella natura. L’altro tratto distintivo del territorio in cui si trova Tomisa è sicuramente l’essere parte della denominazione dei Colli Bolognesi, nonostante la cantina sia l’ultima cantina dei Colli, e quindi anche dell’Emilia. I Colli Bolognesi offrono un panorama vitivinicolo molto vario, in cui varietà autoctone e internazionali si intersecano, dando vita a grandi vini rossi e bianchi, sia fermi che frizzanti. Nella cantina Tomisa abbracciamo infatti questa produzione, coltivando l’uva autoctona del territorio, il Grechetto Gentile (da cui fa il Pignoletto), e il Barbera. Accanto a queste uve più tipiche, I Colli Bolognesi sono anche terra di Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon….

Il nostro modo di fare vino:
un impegno quotidiano.

Passare a una produzione biologica è stata una scelta naturale, conseguenza spontanea del fatto che abbiamo sempre vissuto circondati dai nostri vigneti. Il biologico richiede una grande attenzione e una particolare cura del benessere della singola pianta e soprattutto della vitalità del terreno. Per questo, particolare attenzione viene riservata alla gestione del suolo, con lavorazioni conservative e semina di essenze per garantire la più ampia biodiversità in vigna. Gli interventi di potatura, invernale ed estiva, sono sempre rivolti al mantenimento del massimo benessere della pianta. Tutto il lavoro che viene fatto in vigna viene naturalmente proseguito in cantina, dove si usano solo prodotti biologici e non di origine animale. L’obiettivo della vinificazione è rispettare ed esaltare l’uva, le sue caratteristiche e le peculiarità dell’annata. Cerchiamo sempre, quindi, di intervenire il meno possibile, perché crediamo nel fatto che il vino si faccia prima di tutto in vigna.